Vyra & Ivyra

Informazioni

Dopo esserci rifocillati alla taverna attendiamo l’arrivo delle tenebre per poter intrufolarci alla Scuola di Magia e trovare le informazioni che ci servono. Ci prepariamo con incantesimi ed armamentari per essere efficienti (tranne Nuccio che segna incantesimi a muzzo XD).

Attendiamo di fronte all’Accademia e verso mezzanotte vediamo il Rettore che esce dalla struttura, e con uno sguardo inquietante ci dà le spalle. Capiamo allora che è il momento di agire e ci introduciamo nell’edificio. Salendo le scale ci accorgiamo di essere seguiti da quella che sembra una studentessa: decidiamo di salutarla e continuare tranquilli, ma lei ci segue fino alla stanza del Rettore che si trova all’ultimo piano della torre. Scopriamo che ci aiuterà ad entrare, coinvolta dal Rettore stesso per aprirci la porta (e meno male perché non abbiamo Ladro ed il nostro mago non sa scegliere gli incantesimi XD Nuccio babbo). Ci da cinque minuti per perquisire la stanza, aggiungendo che lei negherà di averci mai incontrati nel caso ci facessimo scoprire.

Nella stanza troviamo una porta segreta e una botola, decidiamo quindi di dividerci. Konais e Zero trovano delle mappe appositamente lasciate per essere trovate da loro, mentre Eryù e Nuccio trovano una veloce via d’uscita.
Analizzando le mappe scopriamo qualcosa di interessante: una raffigura un posto a noi sconosciuto, Livus, mentre l’altra è la mappa di una città chiamata Vyra. Scopriamo che Livus è un Piano che è stato creato proprio ad Ivyra, da un mago di cui si sono perse le tracce. In quel Piano, Vyra è la città gemella di Ivyra. Notiamo inoltre che nell’intelaiatura della mappa di Vyra ci sono delle rune che si susseguono casualmente, ma solo una in particolare sembra ripetersi. Sovrapponendo le due mappe ed osservandole in controluce ci rendiamo conto che le rune contrassegnano dei posti sull’altra mappa.

Cinque punti, apparentemente strategici: l’albero secolare di Ivyra, un monumento a forma di volta ad est, un enorme masso bianco a sud-est, una taverna a sud-ovest e un ponte ad ovest.

Decidiamo dunque di intraprendere un viaggio per dirigerci in questi punti per scoprire qualcosa di più.

La prima tappa è l’albero secolare di Ivyra: da quando le creature che ci vivono hanno memoria, questo albero è sempre stato qui ed ha osservato la grande foresta. Sull’albero troviamo una scritta:

Per niente al mondo dovranno mai più essere aperti i portali per Livus.

Capiamo che qui prima c’era il portale che conduceva al piano parallelo, ma deve essere stato spostato per qualche motivo. Intuiamo che non deve esserci nulla di buono dall’altra parte del portale.

Raggiungiamo la volta e troviamo una scritta su di essa:

Dedicato ai viaggiatori, affinché chi passi attraverso questa volta possa infine trovare un luogo da chiamare Casa.

Sul pavimento notiamo un buco che sembra proprio essere la serratura di una chiave. Probabilmente questo deve essere il portale spostato ma ormai sigillato.

Ci rimettiamo in cammino verso sud per raggiungere la roccia bianca: il circondario è deserto, ma mentre saliamo grazie ad un piccolo sentiero roccioso, scorgiamo un uomo che si dimostra subito ostile alla nostra presenza. Lo sconfiggiamo, e mentre Zero ed Eryù rimangono con lui per cercare di farlo riprendere e strappargli qualche informazione, Konais e Nuccio salgono fino in cima alla roccia scoprendo un nido di Roc. Sembra inoltre che ci siano dei segni sul nido: qualcuno lo ha spostato e ha scavato nella terra sottostante per prendere qualcosa. Il lupo Vona segue l’odore dell’oggetto che riconduce all’uomo ferito che abbiamo incontrato, che nel frattempo è rinvenuto. Cerchiamo di estorcergli qualche informazione ma non ci riusciamo per un pelo: sotto tortura, infatti, l’uomo sembra cominciare a parlare ma all’improvviso muore. Nuccio riesce a capire che si tratta di un potente incantesimo di protezione, che uccide la vittima nel caso questa cominci a divulgare informazioni segrete. Rassegnati, perquisiamo l’uomo e troviamo l’oggetto rubato dalla roccia: è un sottile utensile dalla forma ricurva, e in qualche modo quell’individuo era riuscito ad infilarlo nella gengiva al posto di un dente. Sull’utensile, una scritta:

Colei dalla scura pelle e dal chiaro crine ne porta il segreto.

Ci dirigiamo con sempre più domande verso la taverna disegnata nella mappa, senza sapere che proprio lì avremo delle risposte.

Alla taverna “Il Pomo d’Oro” cerchiamo di una Drow e scopriamo che in effetti lì ci vive proprio un’anziana elfa scura che tutti danno per matta. Riusciamo a parlarle e le chiediamo spiegazioni riguardo il portale, il piano e la mappa. Ci sorprende scoprire che era proprio lei la donna dalla scura pelle che dovevamo trovare.

Si chiama Kerea e ci racconta che 400 anni prima i Mind Flayer erano riusciti ad arrivare ad Ivyra con un esercito di aberrazioni e l’avevano espugnata distribuendo morte. Ci fu una violenta battaglia ed i Mind Flayer furono infine spediti nel piano di Livus, creato da un potente mago chiamato Neerg. Se il portale dovesse riaprirsi, i Mind Flayer tornerebbero per distruggere Ivyra e poi le terre vicine. (Ci sono un po’ di cose da correggere in questo paragrafo, modifico appena posso! :P )

Sentito questo, il nostro primo pensiero è stato di andare a distruggere i Mind Flayer, ma Kerea ci ha subito rimproverati ed accusati di presunzione: già lei ed altri eroi avevano combattuto quella battaglia e la sola cosa che erano riusciti a fare era di esiliarli nell’altro piano, con la perdita di un compagno; per chiudere i portali sono infatti necessarie due persone: una che operi da Ivyra e una da Vyra. La chiusura del portale è istantanea, e nessuno può più attraversarlo dopo la procedura. Kerea ci racconta questo con rammarico in quanto fu proprio il suo compagno a rimanere dall’altra parte. Ci consiglia infine di non sfidare i Mind Flayer poiché con i loro poteri psionici sarebbero in grado di devastare un intero esercito.

Dati i recenti avvenimenti, ci rendiamo conto che qualcuno sta già cercando la chiave per riaprire il portale; probabilmente sono i Mind Flayer e noi dobbiamo precederli.

Così ci dirigiamo verso il ponte.

Comments

proprio in questo ci sono delle lacune quindi colmatele.. magari il master potrebbe approfondire il discorso di cosa successe 400 anni prima

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